Un nuovo episodio di violenza ha colpito la Colombia nella giornata di ieri, sabato 25 aprile 2026. Un devastante attentato dinamitardo ha squarciato la calma nella regione sud-occidentale del Cauca, provocando un bilancio provvisorio che parla di almeno 14 morti e decine di feriti.
L’attacco, definito dalle autorità militari come un “atto terroristico”, arriva in un momento di estrema fragilità politica per la nazione, a circa un mese dalle attese elezioni presidenziali del 31 maggio.
I fatti: un’esplosione nel cuore del Cauca
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle fonti ufficiali e dai soccorritori, l’esplosione è avvenuta lungo una strada nel dipartimento del Cauca, investendo in pieno un autobus di linea e diversi veicoli privati. Il Governatore della regione, Octavio Guzmán, ha confermato tramite i canali social che l’ordigno ha causato una strage:
“Un atto di barbarie che colpisce la popolazione civile e mina la democrazia. Non ci lasceremo intimidire”.
Le immagini diffuse dai media locali mostrano un cratere profondo sul manto stradale e i resti carbonizzati dei mezzi coinvolti. Oltre alle vittime accertate, si contano circa 38 feriti, molti dei quali versano in condizioni critiche negli ospedali di Popayán e delle città limitrofe.
Il contesto politico e i sospettati
Sebbene non sia ancora giunta una rivendicazione ufficiale, gli sguardi degli inquirenti sono rivolti verso le dissidenze delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) o l’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), gruppi ancora attivi nella zona e in costante lotta per il controllo delle rotte del narcotraffico.
L’attacco di ieri non è un episodio isolato. Solo nelle ultime 48 ore si erano registrati altri segnali allarmanti:
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Venerdì 24 aprile: un ordigno ha colpito una base militare a Cali, ferendo una persona.
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Prime settimane di aprile: scontri e massacri legati alle reti criminali nel nord del Paese avevano già alzato il livello di allerta.
La risposta del Governo
Il Presidente Gustavo Petro, il cui mandato scadrà tra pochi mesi, ha espresso il suo fermo cordoglio, ordinando un dispiegamento immediato di forze speciali nel sud-ovest della Colombia. Tuttavia, l’opposizione critica la strategia della “Pace Totale”, sostenendo che la mancanza di progressi nei negoziati con i gruppi armati stia lasciando un vuoto di potere pericoloso in vista del voto.
Cosa aspettarsi ora?
La comunità internazionale osserva con preoccupazione. Il Cauca rimane l’epicentro di una crisi che fonde questioni sociali, traffico di cocaina e instabilità politica. Con le elezioni alle porte, il timore è che la violenza possa essere utilizzata come strumento di pressione per influenzare l’esito delle urne.
Nelle prossime ore sono attesi ulteriori aggiornamenti sul numero delle vittime e sull’esito delle prime indagini balistiche sul tipo di esplosivo utilizzato.













