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L’amore degli uomini soli, Victor Heringer

Sommario

Ancora oggi, io vivo il lutto del polpo,

il lutto di un pezzo di polpo, anzi di un pezzo davvero ridicolo,

perché i tentacoli del polpo si rigenerano come le code delle lucertole.

 

Camilo si innamora di Cosme nel modo più struggente, puro e assoluto. Come tutti i primi amori anche quello tra i due ragazzini costituisce un legame da loro vissuto e sentito fin dentro le ossa, in grado di trascendere qualsiasi forma di pregiudizio, qualsiasi ostacolo possibile. Eppure, il filo rosso che lega indissolubilmente le anime e i corpi di Camilo e di Cosme è destinato a spezzarsi improvvisamente a causa del brutale assassinio di quest’ultimo.

L’amore degli uomini soli (Safarà Editore), ambientato nel caldo opprimente e appiccicoso del Brasile degli anni ’70, è un romanzo di formazione che narra la storia di Camilo, un ragazzino affetto da monoparesi dell’arto inferiore sinistro, che lo costringe a utilizzare, sin da bambino, delle stampelle per poter deambulare.  Camilo è un bambino molto fragile, dalla pelle fin troppo chiara per un clima torrido come quello brasiliano, costantemente esposta a ustioni e vesciche. Eppure, per il giovane ragazzo i problemi di vita sembrano limitarsi al sole rovente e alla solitudine: egli, infatti, è completamente estraneo agli orrori che affliggono la sua terra natia, agli abusi e alle torture che la dittatura infligge ai poveri civili e ai prigionieri politici. Completamente immerso nella sua bolla che è l’adolescenza, Camilo non conosce alcuna forma di violenza, ma ben presto si sveglierà brutalmente da questo dolce sogno. E il dolore provocato dalla tragica e misteriosa scomparsa del suo amato segnerà per sempre la sua esistenza, tanto che, molti anni dopo, deciderà di adottare il piccolo Renato, un altro bambino solo al mondo e con un assoluto bisogno di cure e protezione.

L’incontro con Cosme, destinato a stravolgere per sempre la sua vita, avviene in maniera del tutto inaspettata. Il ragazzino mulatto, rimasto completamente solo, viene recuperato dal padre di Camilo in una poverissima favela della città. Dapprima Camilo è convinto di detestare la presenza di Cosme ed evita in tutti i modi di stabilire un rapporto con lui. Ma pian piano i due diventano amici, giungendo infine a innamorarsi perdutamente l’uno dell’altro. La gentilezza, il sorriso e l’affetto che Cosmim mostra sin da subito a Camilo fanno sentire quest’ultimo finalmente amato, accettato e apprezzato per ciò che è, senza artifici, senza alcun bisogno di censurarsi al mondo. Finalmente, è arrivata una speranza ad accendere un faro sulla sua esistenza intrisa di ombre, uno spiraglio di luce e di spensieratezza che gli consente per un po’ di dimenticarsi dei suoi problemi familiari e personali. Cosme è l’anima a lui più affine, non ne esistono altre come la sua al mondo. Eppure, secondo Camilo, tutti ne avrebbero bisogno. Una creatura scomparsa fin troppo presto e nel modo più crudele.

Victor HeringerQuello descritto da Heringer nel suo romanzo è un Brasile plasmato interamente da stereotipi sessisti e ideali di mascolinità tossica, intriso di razzismo, profondamente povero: tutti elementi inseriti in un contesto postcoloniale che continua a fare i conti con il proprio passato e con la propria identità. Si tratta di un romanzo altamente complesso, seppur fortemente affascinante anche dal punto di vista strettamente formale. Il testo è infatti costellato da termini strettamente legati al dialetto locale e alla religione candomblé, che in alcuni casi il traduttore Vincenzo Barca decide di lasciare – giudiziosamente – non tradotti, fornendo al lettore delle brevi spiegazioni in nota. La storia viene raccontata in uno stile a tratti giocoso e innovativo, anche grazie alla presenza di fotografie e disegni.  Ma, più di tutto, ciò che rimane impresso nella mente del lettore è proprio questo amore struggente, puro e sconfinato tra i due protagonisti della storia, un amore destinato a oltrepassare i confini della vita e della morte, nonché a preservarsi e a rifiutare categoricamente un tipo di violenza che solo l’essere umano conosce e ammette, ovvero quella della normalità, della vita quotidiana. Perché, come Camilo stesso sostiene, “[…] è la vita normale che deve morire; Cosmim è morto nella vita normale”.

  Sara D’Antoni

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