Immaginazione politica per sconfiggere il fascismo popolare

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Con la società brasiliana polarizzata e a soli cinque mesi dalle elezioni presidenziali più importanti in Brasile dalla ridemocratizzazione degli anni ’80 (secondo i sondaggi i due candidati Bolsonaro e Lula hanno rispettivamente il 32% e il 44% dei consensi), si sono generati in parte della società, anche fra gli intellettuali di sinistra, malcontento e sconforto a causa della precarietà del dibattito e delle strategie elettorali, copiate dal passato e mosse da affetti quali odio e paura.
Lo scorso 11 maggio, il filosofo, scrittore e professore presso la Facoltà di Filosofia, Lettere e Scienze umane dell’Università di San Paolo (FFLCH-USP), Vladimir Safatle, ha rilasciato un’intervista in streaming (disponibile su Youtube) al giornalista, editore e conduttore del Forum Café, Mauro Lopes, in cui ha svolto un’importante analisi della situazione politica e sociale brasiliana e ha evidenziato i gravi problemi che si pongono in queste elezioni in contrasto con la mancanza di “immaginazione politica” della sinistra brasiliana.
Di seguito trascriviamo alcuni estratti dell’intervista (originale in portoghese, traduzione libera).
Una delle affermazioni di Safatle è stata che Bolsonaro sta guidando una “rivoluzione conservatrice in Brasile”, prendendo per sé la bandiera dell’antisistema e operando negli ultimi anni un “governo contro lo Stato”.
Il filosofo ha anche sottolineato che, sotto la guida di Bolsonaro, “si sta costituendo un fascismo popolare”, con una destra popolare molto diversa dalla tradizionale destra oligarchica contro la quale la sinistra brasiliana ha sempre combattuto.
Oltre a un’analisi del quadro generale, Safatle ha esposto le sue critiche alle strategie politiche e di campagna dei partiti che si oppongono a Bolsonaro.
Il filosofo sostiene che “quello che ci guida negli ultimi tempi è la paura come principale sentimento politico. Tutto il discorso si basa su questo (Fora Bolsonaro, la paura del fascismo brasiliano, e con ciò la necessità di creare i fronti più ampi possibili in nome di questa lotta). È proprio necessario porre fine a questo governo il prima possibile, ma non basta. Bolsonaro può essere sconfitto, ma il bolsonarismo no.
Non vinci le elezioni, non governi, non crei egemonia con questo discorso. Ci sono esempi di questo nel mondo”.

L’esempio italiano
“La situazione italiana era molto simile a quella che si sta verificando in Brasile. Per più di un decennio si è visto “Tutti contro Berlusconi” e cosa è successo? Berlusconi ha lasciato il governo, ma non è stato possibile governare per via di un fronte totalmente eteroclito o, per governare, la sinistra è stata obbligata a rinunciare a tutte le sue agende per rendere possibile un governo.
Questo processo era fragile e Berlusconi era tornato. Quello che accadde dopo fu anche peggio, con figure ancora più a destra, più fasciste».

La necessità di innovazioni istituzionali
Safatle ha completato l’analisi considerando che “È pauroso che qualcosa del genere (come in Italia) accada in Brasile, in un momento in cui il mondo sta attraversando un processo di brutale ritrattazione (di democrazia e progressismo). Ci sono settori di società che lottano per innovazioni istituzionali, per processi innovativi, e questo non è presente in Brasile, né come orizzonte. Se questo non viene nemmeno messo all’orizzonte, non sarà mai raggiunto”.
Andando avanti nell’analisi, Safatle ha sostenuto che “abbiamo bisogno di un’altra forma di insurrezione […] e non che la sinistra brasiliana svolga questo ruolo assolutamente schizofrenico di essere il garante delle istituzioni brasiliane, istituzioni che funzionano molto male. […] Bolsonaro mette alle corde la sinistra, quando dice: “in fondo loro [la sinistra] difendono la vecchia politica, difendono questi oligarchi, io sono la forza popolare di trasformazione. […] Serve effettivamente una rifondazione istituzionale del Brasile”.
Incorporando il motto “Dio, Patria, Famiglia”, Bolsonaro si lega all’integralismo di Plínio Salgado (1895-1975), matrice politica trascurata dall’intellighenzia brasiliana.
Safatle ha concluso l’intervista riaffermando la necessità dell’immaginazione politica perché, secondo lui, “Abbiamo problemi strutturali che esigono risposte strutturali. Per quanto difficili da implementare, devono essere sul tavolo della discussione. Senza questo non è possibile mobilitare le persone”, e costruire un futuro migliore.
Link all’intervista: https://www.youtube.com/watch?v=pQbM2EWHVqc

Arnaldo F. Cardoso