Come imbalsamare animaletti mutanti, César Aira

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Sommario

Nel continuum della realtà del mondo, in qualche epoca remotissima, si stabilì un’eterogeneità radicale tra due cose qualsiasi. Una specie di differenza così irriducibile che non c’era alcun concetto che comprendesse le due cose. nessun termine, salvo l’Essere. Quella fu la genesi dell’Essere e a partire da lì si ebbero pensiero e filosofia, almeno fino a quel pomeriggio a Panamà.

In Come imbalsamare animaletti mutanti (edito da SUR), César Aira racconta la storia di Varamo, un burocrate con l’hobby della tassidermia che, dopo un giorno di lavoro, viene pagato con delle banconote false; la mattina successiva, il nostro è l’autore di un poema avanguardistico, caposaldo della letteratura sperimentale panamense.
Come imbalsamare animaletti mutanti è una delle esperienze più esaltanti in cui si può incappare passeggiando all’interno della buona letteratura.

Il fatto è che Aira ci racconta la storia scorporandone ogni atomo (e ogni attimo) e dilatandolo oltre l’infinito, il punto di vista, l’emozione e la logica, e quello che ne esce sono poco più di cento pagine che sono come onde, che a volte si riescono a cavalcare e a volte ti sommergono, e alla fine ti portano su una spiaggia che è bellissima ma tu vuoi rientrare in acqua. Perché quello che più rimane di questo romanzo, breve e perfetto, è una sensazione di freschezza, un piacere che rinvigorisce e rigenera, dal quale si esce molto più sollevati di quando ci si è immersi.
Che poi la cosa veramente eccitante di tutta la faccenda è questo controllo dell’abbandono, della profondità, dell’immersione nel nucleo stesso della vita, della percezione che ti accompagna con decisione, divertimento e gentilezza: Aira non ti abbandona mai, neanche in mezzo alle imprese più assurde del suo protagonista, e nemmeno in mezzo alle trovate più non-sense o nelle immersioni più spericolate, ma anzi è un accompagnatore, una guida che ti indica cosa guardare ma senza torcerti la testa, ché se vuoi farti un altro viaggetto nello spazio-tempo-coscienza alterato e dilatato di Colón, città in cui è ambientato tutto, tu, lettore, sei liberissimo di ripartire, e puntare l’occhio su altro, perché tanto il tempo si ferma e tu sei libero di giocartela come ti pare.

Fece un giro per la piazza. Svuotata dalla gente non la riconosceva. Le ombre immobili del chiaro di Luna la rendevano più selvatica, più selvaggia. S’inoltrò per i sentieri pensando alla magia dell’ispirazione. Non era l’unico che stava facendo quella passeggiata per la piazza; ma era l’unico essere umano, e l’unico che calpestava il suolo.

Davvero, è impossibile rendere come quest’opera sia una boccata d’aria fresca, una bella camminata, un tuffo in acque fresche e cristalline. Si può solo dire che Come imbalsamare animaletti mutanti è un romanzo che fa stare bene, che ripulisce gli occhiali con cui guardiamo la vita, che regala nuove prospettive e che aiuta a camminare attraverso il quotidiano con la mente più sgombra, la visione più accesa e il passo più attento, consapevole e leggiadro.
Un capolavoro, senza se e senza ma.

Chiara Lecito