Il big boss Daddy Yankee annuncia il suo ritiro

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Nato a San Juan (Porto Rico) nel febbraio del 1976, Ramón Luis Ayala Rodríguez, conosciuto come Daddy Yankee, ha indubbiamente il merito di aver internazionalizzato il reggaeton, un genere musicale che fino a pochi anni fa sembrava destinato a rimanere una musica de barrio inneggiante alla violenza e alla volgarità, in cui la donna veniva rappresentata unicamente come oggetto sessuale e le minacce di morte che si scambiavano gli esponenti del genere erano all’ordine del giorno. Minacce spesso compiute. Un po’ quello che succedeva negli USA all’epoca di Tupac e Notorius BIG.

Dopo l’esordio nel duo Los Cangris in cui faceva coppia con Nicky Jam, Daddy Yankee inizia la sua carriera solista che da subito lo vede protagonista di grandi successi in termini di vendite e di affluenza ai suoi concerti, non solo nella sua natale Porto Rico ma anche negli altri paesi dei Caraibi e negli Stati Uniti, spopolando fra i latini residenti lì. Sarà con l’album “Barrio Fino” (2004) che verrà decretato il suo trionfo in tutto il mondo: in meno di un anno si venderanno due milioni di copie del disco, Daddy Yankee riceverà il premio Lo Nuestro (viene conferito ai più importanti esponenti della musica latina in tutto il mondo e trasmesso dalla rete televisiva americana Univision) e il Latin Billboard, il singolo “Gasolina” verrà nominato ai Grammy e agli MTV Awards, e nel 2006 il “Time” inserirà il cantante nella classifica delle 100 persone più influenti al mondo.

Lo scorso 20 marzo, dopo aver invitato i fans a registrarsi sul sito daddyyankee.com per vedere in anteprima un suo video preregistrato, Daddy Yankee ha annunciato l’uscita del suo nuovo e ultimo album “Legendaddy”, fissata per oggi 24 marzo alle ore 20:00 (negli USA) e un tour che lo vedrà esibirsi in vari paesi del mondo fra novembre e dicembre 2022 (manca la sua Porto Rico nella lista).

Commosso, ha ringraziato il suo pubblico perché grazie a lui la musica de barrio ha potuto fare uno slancio in avanti, ricordando che all’epoca della sua adolescenza la maggior parte dei ragazzi sognava di diventare narcotrafficante, mentre oggi i giovani sognano di diventare cantanti. Dopo trentadue anni di carriera e oltre 17 milioni di album venduti, Daddy Yankee el jefe si ritira dal mondo della musica.

Mentre inizia una “guerra” fra esponenti del reggaeton che vorranno sedersi sul trono del máximo líder, prende vita un senso di malinconia e sconforto fra i fan increduli che hanno “condiviso” con Daddy Yankee una parte della propria vita, segnata e accompagnata dalla sua musica. Ma in fin dei conti la realtà dei fatti è che con il ritiro di Daddy Yankee finisce un’era e molti quarantenni si vedono obbligati a fare i conti con la consapevolezza di aver raggiunto l’età adulta e che non è più tempo di feste a base di perreo.