Il grido di pace di Portinari risuona tra noi

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È in un contesto di guerra ai confini dell’Europa e di radicalismo politico in varie parti del mondo, come in Brasile dove nelle elezioni presidenziali previste per ottobre si proverà a fermare l’avanzata del fascismo, che i cittadini del città più grande dell’America Latina, San Paolo, sono rappresentati ancora una volta da una mostra del grande pittore Candido Portinari (1903-1962).
La mostra “Portinari per tutti”, che offre una panoramica completa della vita e dell’opera dell’artista, ha attirato migliaia di persone verso un’esperienza immersiva e interattiva con l’arte del pittore, figlio di poveri immigrati italiani veneti che giunti in Brasile hanno lavorato nelle piantagioni di caffè nell’interno di San Paolo.
L’uomo umile e il lavoro sono sempre stati al centro dell’attenzione di Portinari. Suo figlio, João Cândido, ritiene più che giusto dire che “Portinari era il pittore degli operai”.
La mostra in corso a San Paolo, utilizzando avanzate risorse digitali, presenta ai visitatori all’ingresso la riproduzione digitale di una tela dipinta da Portinari, in cui sua moglie Maria Martinelli (1912-2006) ci racconta il lavoro del pittore.
Si tratta dell’ennesima iniziativa ideata dal Progetto Portinari e condotta con cura ed entusiasmo da João Cândido Portinari, unico figlio del pittore, che quarantatre anni fa fondò il progetto per organizzare e rendere sempre più accessibile la straordinaria eredità di 5.400 opere dell’artista.
João Cândido, che ha studiato Matematica a Parigi, ottenuto il dottorato in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ed è stato uno dei fondatori, direttore e professore del Dipartimento di Matematica presso la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro, ha concentrato i suoi sforzi sull’azione educativa del Progetto Portinari e, per questo, ha stabilito partnership con grandi aziende tecnologiche con l’obiettivo di democratizzare l’accesso all’arte e promuoverne il potenziale educativo e umanizzante.
In una recente intervista, João Cândido ha sottolineato: «Non lo faccio come figlio di Portinari, come proprietario di Portinari, perché Portinari è del popolo brasiliano e del mondo». Ha continuato: «I nostri figli e i nostri nipoti, tutti i nostri giovani hanno bisogno di accedere all’eredità che ci ha lasciato. Questa eredità ci aiuta a pensare a chi siamo».
Consapevole dell’importanza di questa missione ed esprimendo tristezza e apprensione di fronte all’attuale guerra (Russia-Ucraina) che sta colpendo tutti noi, João Cândido ha riaffermato la sua convinzione che «l’arte e la cultura ci portano a riflettere sulla nostra umanità, sul volto di nostro fratello, del nostro prossimo».
Nel 2023, in occasione del sessantesimo anniversario della morte del pittore, si terrà a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, una grande mostra che riunisce i suoi murales “Guerra e Pace”, dipinti da Portinari e presentati dal Brasile all’ONU nel 1956.
Riguardo ai pannelli, João Cândido ha riferito che sono 280 m2, un’area più grande del “Giudizio Universale” di Michelangelo nella Cappella Sistina. Realizzati con tavole di legno spesse 6 cm, ciascuno dei pannelli è composto da tavole di 5 metri per 2,20 metri, per un peso totale di due tonnellate. Ogni pannello è alto quattordici metri.
Poche volte “Guerra e Pace” ha lasciato l’edificio delle Nazioni Unite. Tra il 2012 e il 2013 questi pannelli sono stati apprezzati da migliaia di visitatori in mostre in tre metropoli brasiliane, San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte. Nel 2014 sono stati esposti a Parigi.
Con la mostra a Roma nel 2023 per la prima volta “Guerra e Pace” sarà visibile in Italia. Poi i colossali murales viaggeranno a Pechino.
Parlando di “Guerra e Pace”, João Cândido sostiene che quest’opera sia la sintesi di tutto ciò che fece il pittore e aggiunge che «rappresentano un grido brasiliano per la pace nel mondo e sono ancora attuali più di metà secolo dopo».
La missione del Progetto Portinari oggi è rivolta ai bambini e ai giovani. Come ci ricorda sempre João Candido, le opere di Portinari propongono valori come la non violenza, la giustizia sociale, la fraternità, il rispetto della vita e l’amore invece dell’odio e del pregiudizio, e come lo stesso João Candido si chiede: «Cosa potremmo offrire di meglio ai nostri giovani rispetto alla difesa di questi valori?».

Arnaldo F. Cardoso